Dai 42.000mt ai 3000siepi
La vita non ha senso a priori. Prima che voi la viviate, la vita di per sé non è nulla; sta a voi darle un senso, e il valore non è altro che il senso che sceglierete Sartre, Jean-Paul L'esistenzialismo è un umanismo, Mursia, s.d., p. 104.



giovedì 10 febbraio 2011

Nu Shu

Sto leggendo "fiore di neve e il ventaglio segreto" di Lisa See e ho scoperto il linguaggio segreto delle donne, il NU SHU per l'appunto.

Un vecchio proverbio dell'epoca dell'imperialismo cinese affermava: ' meglio avere un cane che una figlia'...
In una società fortemente votata al maschilismo, in cui l'uomo deteneva tutto il potere (lavoro, famiglia, pubblica amministrazione) si sviluppò un linguaggio segreto delle donne, detto appunto Nu Shu, che diventò uno spazio intimo e riservato al mondo femmininile, ignorato e trascurato dagli uomini, e gelosamente custodito dalle donne in questa speciale 'sorellanza'.
In quell'epoca così lontana, oppressiva, le donne apparentemente erano prive di qualsiasi diritto, in balia del volere dei padri e dei mariti. In questo clima il Nu Shu rappresentava un modo di difendersi dagli uomini e dava un senso alla vita stessa.
Le origini di questo linguaggio segreto sono nella provincia dello Hunan e la sua nascita è strettamente connessa all'unicità degli usi e costumi locali che erano un mix di Cinese Han e dei gruppi etnici Yao (in cui era forte l'influenza matriarcale).
Furono le donne analfabete e senza educazione formale a inventare questo originale e unico sistema di scrittura, che mantenne il suo segreto per secoli grazie proprio alla discriminazione di cui le donne erano oggetto quotidianamente, in quanto considerate esseri inferiori, che servivano solo per la procreazione e per soddisfare i desideri degli uomini. Per contrasto le donne che conoscevano il Nu Shu chiamavano la scrittura cinese "Nan Shu", cioè scrittura dei maschi.
Il linguaggio segreto delle donne portava alla formazione di una sub-cultura strettamente femminile: il Nu Shu trovava espressione nella vita quotidiana delle donne, veniva letto con una speciale forma di canto, durante le riunioni di donne in cucina e mentre ricamavano.
Il Nu Shu aveva la funzione di rinforzare la sorellanza tra le donne unite nella stessa sorte, e di trasformare la vita quotidiana  in  una sorta di fuga colorata e profumata contrapposta al grigiore e all'odore pestilento di un quotidiano, altrimenti, insopportabile. Le parole segrete liberavano emozioni profonde e rivelavano il risentimento nei confronti della dominanza maschile e la malinconia di tutti i giorni.

Il Nu Shu fu ignorato per secoli, e solo negli anni 50 in Cina si prestò grande attenzione ad esso: si temeva che  si trattasse di un codice segreto per lo spionaggio internazionale e ciò spinse i servizi segreti ad indagare, suscitando un grande interesse che coinvolse le migliori accademie del paese. Furono consultati i migliori linguisti  ma nessuno degli esperti fu in grado di decifrare il Nu Shu.
Solo negli anni 80 il sistema di scrittura fu riconosciuto come Nu Shu, che significa, per l'appunto, "scrittura delle donne". Questa scrittura è composta da 7.000 caratteri e si differenzia molto dalla scrittura cinese i cui caratteri sono di forma quadrata, con linee dritte. Il Nu Shu è, invece,  scritto con forme curvilinee e le donne spesso ricamavano i caratteri Nu Shu sui vestiti come se fossero dei disegni.
Poco tempo fa è morta Yang HuanYi, l'ultima donna che conosceva il vero significato del linguaggio.
Con la sua morte è tramontata anche un'epoca, l'epoca della discriminazione sessuale.
Al giorno d'oggi in Cina oltre alla parità formale è stata quasi raggiunta anche la parità reale tra i due sessi e lentamente sta tramontando anche la predilizione dei genitori verso i figli maschi.
Il Nu Shu non serve più, ma rimarrà per sempre nella storia a testimoniare la passata oppressione delle donne nella società cinese e nel mondo.

Il Nu Shu ha ispirato un libro, " Le parole segrete di Jin-Shei", di Alexander Alma. In un non definito regno dell'antica Cina, in cui a regnare sono le donne( che hanno il dono del jin-a-shu, una lingua conosciuta solo da loro, tramandata da madre in figlia..), si intrecciano i destini di alcune coraggiose ragazze legate tra di loro da un sacro vincolo di sorellanza: il jin-shei.  Le jinshei-bao (le sorelle legate dal jin-shei) Tai, Liudian, Nhia, Xaforn, Yuet, Khailin, Qiaan,Tammary.. dovranno lottare contro un mago malefico (che per mantenere la propria giovinezza si nutre della linfa vitale degli altri esseri, preferibilmente ragazze vergini...) e contro le loro stesse paure...   


3 commenti:

  1. Le capacità umane, di donne (ma anche di uomini sia pur diversamente), che reagiscono alle situazioni fortemente critiche con questa sottigliezza, quest'inventiva, è estremamente affascinante.

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  2. ...in altre parole: la necessità aguzza l'ingegno! :) sembra interessante....

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  3. sì sono perfettamente d'accordo ... la reazione alla sofferenza crea una spinta interiore che non ha eguali ...

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