Dai 42.000mt ai 3000siepi
La vita non ha senso a priori. Prima che voi la viviate, la vita di per sé non è nulla; sta a voi darle un senso, e il valore non è altro che il senso che sceglierete Sartre, Jean-Paul L'esistenzialismo è un umanismo, Mursia, s.d., p. 104.



mercoledì 26 novembre 2014

Spiderman il libro di Alain Robert

Senza obiettivi non c'è vita, possiamo sempre trovarne uno, che sia vitale o che appaia futile agli occhi degli altri. 

sabato 11 ottobre 2014

Da R2 di Repubblica

R2 Club
LUI& LEI
E sulla scalinata di Rocky Balboa il maschio scoppia
GUIA SONCINI
NON è vero che l’essere umano femmina non capisce lo sport.
Certo, al quarto giorno di discussioni su Juve-Roma si è messa a strillare 
che se l’essere umano maschio non cambiava argomento lei se ne andava 
di casa senza neanche dirgli in che cassetto stessero i calzini puliti, 
e poi voleva vederlo a cavarsela da solo 
(lui ha smesso immediatamente di parlare dell’annosa questione
dell’arbitraggio: già si vedeva arrivare in ufficio senza calzini).
Ma ha una solida preparazione sportiva teorica, ottenuta negli anni 
di formazione. 
Sa tutto dei sacrifici, della sofferenza, del riscatto, della fatica.
L’essere umano femmina, mentre l’essere umano maschio leggeva Tex, 
guardava Mimì e le ragazze della pallavolo. È inutile tentare di spiegare 
all’essere umano maschio che Mimì, eroica, lottava contro i fantasmi 
del passato (l’allieva morta! la chiusura della squadra!) e contro le torture 
dell’allenatore.
Quel bruto la faceva sì diventare una campionessa, ma passando attraverso 
una stagione del terrore: le faceva sanguinare i polsi e altre mostruosità
per le quali oggi il cartone animato verrebbe denunciato da un’infinità 
di associazioni di genitori.
È inutile spiegarglielo, perché l’essere umano maschio non si è mai ripreso 
da quella prima visione di Rocky, da piccino.
Quella sì che era una storia temprante, altro che ferite ai polsi e sport da
femminucce, vuoi mettere la catarsi di farsi stendere di cazzotti. 
Alla prima gita negli Stati Uniti, l’essere umano maschio vorrà andare
 a Philadelphia e fare di corsa la scalinata che faceva Rocky Balboa.
L’essere umano femmina, vergognandosi moltissimo, acconsentirà a 
fischiettare la musichetta d’accompagnamento. 
A metà scalinata, a lui mancherà il fiato e si accascerà. 
Per fortuna prima di partire hanno fatto un’assicurazione sanitaria.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

venerdì 10 ottobre 2014

da Repubblica

 L’amaca
MICHELE SERRA
«LE stragi sono state progettate all'interno delle istituzioni», twitta Sabina 
Guzzanti.
Considerata la storia italiana, è possibile e forse addirittura probabile. 
Anche se quel termine, «istituzioni», nella sua comoda genericità, dice 
tutto e niente, e autorizza a credere che i palazzi della Repubblica siano stati 
solo un covo di felloni, di collusi e di stragisti. 
Mentre erano e sono popolate, “le istituzioni”, anche da servitori del bene
pubblico, ed è soprattutto nel corpo delle “istituzioni” (magistrati, politici, 
forze dell'ordine) che la mafia ha scelto le vittime della sua mattanza 
legicida e liberticida. 
A parte questo: perfino Pasolini, che era Pasolini, quando scrisse 
«io so chi è responsabile delle stragi», accusando la Democrazia Cristiana, 
aggiunse di non avere alcuna prova, se non la sua disperata e arbitraria 
luce intellettuale. Non intentava processi, non agitava faldoni o dossier, 
non chiamava in giudizio, non sollecitava testimonianze, non convocava 
meeting o sit-in. 
Guardava alla vita politica con feroce distacco, e di ogni dolorosa intuizione
di una verità che a lui pareva oscena si fece testimone in proprio, 
fino a consumare la propria vita. 
Esiste un discrimine netto (di linguaggio, di pensiero, di animo) tra l'arte e 
l'agitazione politica. 
Perderlo di vista significa rischiare di perdere, in un colpo solo, 
e l'arte e la politica.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

giovedì 9 ottobre 2014

venerdì 20 giugno 2014

Dal Dizionario di Milano

[ tutta Milano dalla A alla Z ]

NUOTO  :  

e' stato lo sport più lontano dalla mentalità ambrosiana al punto che "un milanes in mar" era la locuzione usata per indicare uno stato di disagio . Fino all'apertura delle grandi piscine comunali dall'acqua gelida nelle giornate senza sole, tuffi e nuoto erano esercizi praticati soltanto da pochi appassionati come quelli che nei della Merla partecipavano nelle acque del Naviglio Grande al "Cimento Invernale" guadagnandosi come unico premio una fetta di torta di mele e un bicchiere di vino "brulè" .
Da cittadini del Nord i Milanesi hanno sempre preferito la Montagna al mare trascurando così il nuoto.

mercoledì 11 giugno 2014

ancora ... ORME di Robyn Davidson

La scelta era stata istintiva e solo in un secondo momento ero riuscita a dare a essa un significato preciso.
Questo viaggio non era mai stato pensato nella mia testa come un'avventura intesa come qualcosa da sperimentare e mi colpì allora che la cosa più difficile era stata proprio la decisione di agire .

a me è capitato spesso di aver preso decisioni istintive 

Il resto era stato solo una questione di tenacia : le paure sono tigri di carta
capii che le persone se volevano potevano scegliere di fare quello che avevano deciso: cambiare lavoro, trasferirsi in un'altra città divorziare o che so io; si poteva davvero agire per cambiare e verificare le proprie scelte e la ricompensa era proprio nello svolgersi dell'azione, nel suo portarsi a compimento.

giovedì 5 giugno 2014

ORME di Robyn Davidson

Nella vita di tutti noi esistono momenti particolari che sono veri e propri cardini intorno ai quali ruoterà poi l'esistenza intera: rapidissimi flash di intuizione, in cui ci si accorge che una volta tanto si è fatto qualcosa di giusto e che forse si è proprio sulla buona strada. Mentre guardavo le rocce cambiare colore nella pallida luce dell'aurora, capii che questo era uno di quei famosi momenti. Per un attimo provai un senso di sicurezza pura, incontaminata. Ma non durò più di dieci secondi.

sabato 17 maggio 2014

"Tutti, all'inizio della gioventù, sanno qual è la propria leggenda personale. In quel periodo della vita tutto è chiaro, tutto è possibile, e gli uomini non hanno paura di sognare e di desiderare tutto quello che vorrebbero veder fare nella vita". L'Alchimista - Paulo Coelho.

mercoledì 5 febbraio 2014

Anime Salve - Fabrizio De Andrè



Mi sono spiato illudermi e fallire
abortire i figli come i sogni
Mi sono guardato piangere 
in uno specchio di neve
Mi sono visto che ridevo
Mi sono visto di spalle che partivo







mercoledì 29 gennaio 2014

Wallace

"La nostra piccolezza, la nostra insignificanza e natura mortale, mia e vostra, la cosa a cui per tutto il tempo cerchiamo di non pensare direttamente, che siamo minuscoli e alla mercé di grandi forze e che il tempo passa incessantemente e che ogni giorno abbiamo perso un altro giorno che non tornerà più e la nostra infanzia è finita e con lei l'adolescenza e il vigore della gioventù e presto anche l'età adulta, che tutto quello che vediamo intorno a noi non fa che decadere e andarsene, tutto se ne va e anche noi, anch'io, da come sono sfrecciati via questi primi quarantadue anni tra non molto me ne andrò anch'io, chi avrebbe mai immaginato che "esistesse" un modo più veritiero di dire "morire", "andarsene", il solo suono mi fa sentire come mi sento al crepuscolo di una domenica d'inverno ..."

sabato 25 gennaio 2014

Elliott Erwitt

Domanda al fotografo " nell'era digitale che senso hanno ancora i fotografi? "
Frase secca di E.Erwitt
"Tutti possono avere una matita e un pezzo di carta ma pochi sono i poeti"

mercoledì 15 gennaio 2014

PER TE, ATLETA

Miguel Sanchez è uno delle migliaia e migliaia di "desaparecidos" della dittatura militare che insanguinò l’Argentinatra il 1976 e il 1983. Miguel aveva venticinque anni quando, l’8 gennaio 1978, un commando paramilitare entrò nella sua casa alle tre della notte e lo portò via.
Miguel era un impiegato di banca con la passione per la corsa e la poesia. Era un maratoneta-poeta. E proprio con la poesia "Per te, atleta" si era presentato l’ultimo dell’anno alla Corrida di San Paolo: il testo fu pubblicato con grande risalto dal quotidiano organizzatore della corsa brasiliana.
Un uomo innamorato della vita al quale la vita fu recisa da mani assassine. Fu il quotidiano Clarin, il 10 gennaio 1998 a tirare giù dalla soffitta della memoria la storia di Miguel.

PER TE, ATLETA

Per te che sai di freddo,
di calore,
di trionfi e di sconfitte,
che no, non lo sono.
Per te che hai il corpo sano,
l'anima larga e il cuore grande,
per te che hai molti amici,
molti nonni,
l'allegria adulta,
il sorriso dei bambini.
Per te che non sai nè di gelo nè di sole,
nè di pioggia nè di rancori.
Per te, atleta,
che traversasti paesini e città,
unendo stati nel tuo andare.
Per te, atleta,
che disprezzi la guerra, e sogni la pace.

-Miguel Benancio Sanchez-